Una porta per il fine settimana verso l’Expo di Milano in «Eataly».

Testo e fotografie: Dimitri Burkhard

Sono svizzero e non sono mai andato a Milano. E questo è quanto. Quindi, con l’avvicinarsi dell’apertura dell’Expo di Milano, sapevo che era giunto il momento di rapire la mia sempre affamata consorte e portarla all’Eataly.

Ho prenotato online un Pacchetto Expo FFS, comprensivo dei biglietti di ingresso e un soggiorno di due giorni. Pochi giorni dopo i nostri biglietti sono arrivati e ho visto Mamiko saltellare in aria gridando «Prosciutto! Salame! Gelati!»

In questo venerdì piovoso di inizio maggio, non siamo i soli a scappare verso sud in treno. Ad ogni fermata, le persone senza posto a sedere prenotato passavano da un vagone pieno a quello successivo, generando del caos temporaneo. Dopo Arth-Goldau, la situazione si è tranquillizzata e i passeggeri hanno iniziato a chiacchierare e leggere libri.

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La nostra vicina di posto Francesca era diretta a una gara a Lugano assieme alla sua squadra di nuoto sincronizzato piena di entusiasmo. Originaria dell’Italia meridionale e attualmente residente a Zurigo, le mancava molto il pesce fresco che cucinano dalle sue parti e lo ha descritto con minuziosi (succulenti) dettagli. Chilometro dopo chilometro ho visto l’elenco di Mamiko delle cose da mangiare diventare sempre più fornito…

Sono previsti treni diretti da varie città della Svizzera verso l’area dell’Expo nella periferia di Milano. Ma poiché avevamo deciso di trascorrervi un intero fine settimana includendo anche un giro turistico, abbiamo optato per l’arrivo alla storica stazione ferroviaria di «Milano Centrale».

Antares Hotel Accademia.

Scesi dal treno, abbiamo faticato non poco per organizzarci con i biglietti per il trasporto cittadino. Dobbiamo essere viziati dal sistema ferroviario svizzero così attento ai turisti, ma non ci sono macchinette automatiche per i biglietti? Proviamo ad immaginare a come i milioni di visitatori attesi per l’Expo si riversano nelle tabaccherie alla ricerca dei loro biglietti con validità 24 o 48 ore.

Il nostro pacchetto comprende il soggiorno presso l’Antares Hotel Accademia, un modesto hotel a quattro stelle a circa metà strada tra l’epicentro turistico di Milano di sempre (il Duomo) e quello nuovo (l’Expo). Per il giro turistico per lo shopping della moda, si trova in una comoda posizione rispetto alla fermata del tram di «Piazzale Accursio». Per le visite all’Expo, l’hotel offre un servizio navetta gratuito nei pressi della fermata «QT8» della metropolitana. Dopo un bicchiere di cortesia di succo d’arancia fresco, assicuriamo i nostri bagagli e saltiamo sul tram n. 14 per dirigerci verso il Duomo.

«Arts & Foods» al Triennale Design Museum.

La nostra prima destinazione è uno dei polmoni verdi di Milano, Parco Sempione, con il trionfante Arco della Pace su un lato e il Castello Sforzesco sul lato opposto. Il tram ferma nei pressi dell’arena, da dove attraversiamo il parco per raggiungere la Triennale di Milano e il suo museo del design. (Ingresso libero se si è in possesso di un biglietto per l’Expo.)

In linea con il tema dell’alimentazione espresso dall’Expo, il museo ospita un’esposizione epica su «Arts & Foods» (relazione tra arte e alimentazione). Cibo per un valore di sei milioni di Euro in relazione all’arte ricopre un periodo che va da 1851, quando si tenne la prima Esposizione Universale, ai giorni nostri. Immaginate: 164 anni di rituali attorno al cibo in un solo luogo! Osserviamo cucine completamente attrezzate che risalgono a decine di anni fa, ammiriamo dipinti originali sul tema del cibo eseguiti dai grandi nomi di sempre e da nuovi talenti e ci mettiamo in posa di fronte alla «Casa di pane» dell’irriverente scultore svizzero Urs Fischer.

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L’«Ultima cena» di Andy Warhol ci ricorda che la prossima volta faremo meglio a prenotare con mesi di anticipo per vedere la versione di Leonardo da Vinci presso il monastero di Santa Maria delle Grazie.

«Arts & Foods» è un’esposizione da vedere per qualunque visitatore che si rechi a Milano o all’Expo. Pieni di ispirazione, superiamo il Castello Sforzesco caratterizzato dai suoi mattoni rossi fino a raggiungere il Duomo con il suo marmo rosa.

Polpo grigliato presso La Locanda del Gatto Rosso.

I pesanti impegni di rinnovamento che hanno coinvolto l’intera città hanno consentito il restauro della facciata del Duomo giusto in tempo per l’Expo (era ormai annerita a causa dell’inquinamento) e perfino il pavimenti in marmo della galleria dello shopping sono stati lucidati. Siamo troppo affamati per proseguire verso la zona dei Navigli nota per le sue cene romantiche lungo il canale.

In alternativa, seguiamo l’app Foursquare per dirigerci verso un ristorante sotto la Galleria: La Locanda del Gatto Rosso. Francesca aveva ragione: il polpo alla grigia cosparso di aceto balsamico su un letto di rucola è un sogno per gli amanti della cucina italiana!

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Per un pasto più leggero, scegliete un delizioso panino osservando la vetrina del vicino I Panini Della Befi. Verrà scaldato vi e verrà servito direttamente al tavolo.

Seguendo la passeggiata del gusto attorno al mondo all’Expo di Milano 2015.

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Puoi seguire il «giro del mondo» di Dimitri su questa mappa (fai clic per ingrandire).

Sabato è la nostra «Giornata Expo». Ci vogliono 50 minuti dalla lobby dell’hotel per raggiungere il primo padiglione. Gli addetti alla sicurezza tipica da aeroporto che eseguono i controlli all’ingresso creano una specie di collo di bottiglia. Ma la coda di 15 minuti non è che un piccolo intoppo nella nostra giornata di dodici ore.

Siamo affascinati dalle grandi dimensioni del campus dell’Expo Milano e a fatica riusciamo a distinguere la fine della lunga via principale di 1,7 km. Ci sono molti piccoli appezzamenti di terreno appena coltivati con canna da zucchero, pomodori, riso e perfino limoni. I prossimi visitatori avranno la possibilità di godere di fauna e flora ancora più ricche.

Per la prima volta nella sua storia di 164 anni, l’esposizione universale ha proposto un tema: come nutrire la popolazione del mondo del futuro composta dai suoi nove miliardi di persone («Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita»).

Alcune nazioni l’hanno colto come un’opportunità per presentare soluzioni significative. Prendiamo ad esempio Israele. Ci meravigliamo di fronte al loro padiglione che mostra il funzionamento delle coltivazioni verticali. E non siamo i soli: un membro dello staff spiega a due imprenditori provenienti dal Qatar che le coltivazioni verticali rendono le piante più forti. Potrebbe trattarsi davvero di una soluzione per quei paesi con scarsità di terreni fertili da poter destinare all’agricoltura.

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Molte nazioni pare che abbiamo ignorato il tema dell’Expo e che lo stiano sfruttando come piattaforma per il destination marketing. Dopo essere stati guidati attraverso una serie di stanze in cui video fatti di pixel vengono proiettati sul pavimento, sulle pareti e sui soffitti, veniamo lasciati a pensare che Malesia e Tailandia devono essere molto più belle nella realtà.

Tuttavia, altre nazioni risultano eccellenti nel nutrire i visitatori, come Francia e Italia. L’Olanda ha avuto solo due mesi per prepararsi all’Expo, ma il suo festival dello street food (cibo da strada) è per noi un momento memorabile. Il risultato non è una singola opera architettonica, ma un insieme di food truck, i tipici veicoli per il cibo da strada, con un carattere: amiamo i gustosi burger di pesce e alghe della A.C.B. Company («Mangia alghe, vivi a lungo»). Così alternativi questi Olandesi!

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Un’altra esperienza alimentare e culturale che vale la pena provare ci attende nel padiglione giapponese. (Vale perfino la pena aspettare in coda per 30 minuti!) Al ristorante futuristico che serve solo piatti virtuali, sviluppiamo del vero e proprio appetito. Pochi minuti più tardi, ci troviamo in una vera e propria zona di ristorazione giapponese ad assaporare rumorosamente i zaru soba guarniti con tempura.

Il padiglione svizzero è assolutamente da non perdere! Scoprite perché unendovi ad Alessandra nella sua visita della durata di un giorno.

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Swiss-Pavilion-Expo-2015-Neat-Tunnel

Coloro che pernottano a Milano dopo l’Expo avranno la possibilità di vivere una bella esperienza. L’Albero della Vita alto 37 metri brillerà quanto un fuoco d’artificio nel cielo notturno e i giochi d’acqua delle fontane assieme agli effetti sonori fanno spesso venire la pelle d’oca.

La mattina successiva, l’Albero della Vita si sarà mostrato dal suo lato più colorato. Ma prima che sia tempo di risalire sul «Treno per l’Expo» delle FFS, ci gustiamo una tipica piada italiana osservando dall’alto il padiglione del Qatar. Surreale, eppure così reale: 140 nazioni radunate in un solo luogo per sei mesi, ciascuna delle quali presenta la propria sontuosa architettura e le proprie amate tradizioni ai visitatori provenienti da tutto il mondo.

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Maggiori informazioni.

 

Dimitri Burkhard della rivista di viaggi «Newly Swissed» ha visitato l’Expo 2015 a Milano per il blog FFS.

 

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2 commenti su “Una porta per il fine settimana verso l’Expo di Milano in «Eataly».

  1. Per completezza, aggiungo alcuni dettagli riguardo i mezzi pubblici di Milano (dove ho vissuto fino ad aprile): ci sono distributori automatici di biglietti ad ogni fermata della metro, non – sfortunatamente – dei tram. Esiste comunque un’applicazione gratuita per smartphone (atm milano app) che consente di acquistare ogni tipo di biglietto (singolo, giornaliero, etc.). Sarà poi possibile trasformare il biglietto elettronico in un biglietto cartaceo (alle macchinette) o scannerizzarne direttamente il codice a barre da cellulare usando gli appositi tornelli/obliteratrici.

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