I WC in treno…

Uff, sono riuscita a prendere il treno al volo. A casa non ho nemmeno fatto in tempo ad andare in bagno, figuriamoci a truccarmi! Senza fiato, tutta sudata e con la vescica che scoppia, mi trovo davanti a un gabinetto chiuso. Perfetto! Sarà sicuramente qualcuno che si è chiuso dentro per evitare di farsi beccare dall’agente del treno senza biglietto. Anche a voi sono familiari problemi di questo tipo con le toilette, che capitano sempre nei momenti meno opportuni?

Nel quadro della nostra settimana dedicata ai WC, mi sono riproposta di confutare con dati concreti le mie impressioni soggettive e perciò mi sono rivolta a chi ne sa più di me.

Vorrei quindi condividere con voi le mie recenti scoperte al riguardo.

 

  • Nonostante io mi ricordi soprattutto la «non disponibilità» delle toilette, esse sono in realtà disponibili nel 96% dei casi nei treni del traffico a lunga percorrenza delle FFS e il 95-96% delle volte nel traffico regionale.
  • Mi è stato chiesto di indovinare quanto possa costare un tale gabinetto e ho risposto 20 000 franchi, andando completamente fuori strada: il loro costo oscilla tra gli 80 000 e i 100 000 franchi.
  • Una corsa da Zurigo a Monaco di Baviera per ogni singolo WC sul treno implica che lo sciacquone viene tirato oltre 60 volte e devono essere fatti scaricare due rotoli di carta igienica, oltre a tutto il resto.
  • Un guasto tecnico si verifica soltanto ogni 7000 scarichi, cioè ogni 116 corse da Zurigo a Monaco.
  • Nelle carrozze delle FFS esistono due tipi di sistemi WC a circuito chiuso: quelli con un serbatoio di raccolta, affettuosamente soprannominato dai nostri specialisti «bidone», e quelli con un bioreattore.
  • Il «bidone» viene svuotato ogni tre giorni per mezzo di una breve procedura che dura all’incirca sei minuti. Lo svuotamento del bioreattore è invece un processo più lungo, che però va eseguito soltanto ogni due mesi.
  • Attualmente sono in circolazione 3549 gabinetti, che vengono puliti quotidianamente e controllati più volte nel corso della giornata.
  • Che cosa prevede la legge in materia? Nell’ordinanza sulla protezione delle acque, l’articolo 9 «Acque di scarico di provenienza particolare» stabilisce che le acque di scarico provenienti da impianti sanitari mobili devono essere raccolte. Fanno eccezione però i veicoli ferroviari muniti di un dispositivo proprio di trattamento delle acque di scarico. Il numero di questi gabinetti ecologici dotati di bioreattori aumenta di anno in anno. Può capitare che un gabinetto rimanga chiuso per qualche ora e successivamente sia di nuovo disponibile. Questo perché a un certo punto viene raggiunto il volume massimo del serbatoio e successivamente, attraverso il processo di disidratazione, si viene a creare nuovo spazio.

Eccovi quindi tutta una serie di informazioni su una tematica di cui nessuno parla né scrive. Per lo meno non nelle nostre culture. Le modalità con cui ci rechiamo a fare i nostri bisogni sono un tabù. Ed è proprio per questo che, per concludere, vi suggerisco un divertente video sull’argomento gabinetto nella nostra cultura.

P.S. C’è ancora una domanda a cui non ho trovato risposta: ma il macchinista, quando gli scappa, come fa?

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